Spionaggio industriale – non illudersi troppo

Il 2009 è stato, e sarà almeno per quanto mi riguarda, l’anno del “boom” delle indagini private per constatare ipotetici furti di informazioni aziendali a favore di aziende concorrenti. Sto parlando delle classiche indagini per concorrenza sleale, per tradimento del dipendente, per furto di progetti e tutto ciò che possa ledere il patrimonio aziendale.
Ad oggi chi richiede una consulenza o una perizia in materia è fermamente convinto di trovare quello che sta cercando. Il problema di fondo è che spesso non si tiene conto delle due variabili fondamentali: il modo in cui viene usato il dispositivo dall’utente e il tempo! Agire con tempismo e nei tempi giusti è sicuramente il modo migliore per aumentare le possiblità di trovare qualcosa. Agire in modo blando e senza cognizione di causa ha conseguenza di diminuizione della possibilità di trovare quello che si sta cercando. E’ vero che in alcuni casi ho avuto la fortuna di trovare quello che stavo cercando anche dopo 4 mesi dall’evento, ma è anche verò che è stata casualità!Recuperare informazioni da un hard disk da 500 GB avente 300GB di spazio disponibile, salvo casi particolari, ha sicuramente percentuali di successo più elevate di un recupero di messaggi e dati da una memoria di 25MB avente solo 900KB liberi dopo un mese dall’evento.
Il messaggio che voglio lanciare è questo: ogni caso è un caso a se, con le sue caratteristiche e le sue particolarità, ricordandosi sempre che Murphy è in agguato, sperare di trovare quello che ci si aspetta è lecito, pretendere di ricostruire informazioni vecchie come il cucco da memorie usate quotidianamente è follia.
Secondo me il romanzo (ma soprattutto il film) uomini che odiano le donne ha dato l’ennesima visione fantascientifica dell’haking e dell’informatica :-)