Computer Forensics
Informatica Forense ed affini
DEFT 6 a Roma
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Io e Salvatore Tarantino, abbiamo il piacere di invitarvi al primo seminario 2011 di IISFA, riservato ai soli soci (se non lo siete ancora, questa è una ottima occasione per iscrivervi), che si terrà, come di consueto, a Roma presso la sala conferenze della Cassa Nazionale Forense in via Ennio Quirino Visconti 8. Si parlerà della nuova versione di DEFT 6, delle novità implementative, dei suoi usi pratici con annesse dimostrazioni pratiche sia della parte Linux (DEFT Linux) che della parte Windows (DEFT Extra) e dell’utilità del toolkit in contesti di pre-analisi e individuazione delle evidence.
A seguire ci sarà un interessantissimo intervento di Denis Frati dal titolo: “Phishing: il monitoraggio sistematico in ausilio all’attività investigativa”.
Ci vediamo a Roma!
Qualcuno se ne è accorto
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Riporto un interessante articolo del fatto quotidiano che parla dei debiti dello stato verso le aziende che fanno le intercettazioni. Debiti accumulati da almeno due anni e mai pagati. Non tutti sanno però che il problema non è solo focalizzato su chi fa intercettazioni ma su tutte le aziende e i liberi professionisti che lavorano per le procure. Il ritardo medio ad oggi è di circa due anni. Solo alcune procure (generalmente le più piccole) riescono a mantenere “delay” umani (6 – 8 mesi) per il pagamento di una CTU.
Per quanto mi riguarda tra pochi mesi toccherò il record personale di tre anni di attesa per il pagamento di una CTU. Enjoy :-)
Diffidate dalle imitazioni
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Se vi chiedessero di firmare (sulla fiducia) un attestato dato a persone che hanno pagato per un corso spacciato per “ufficiale” che porta il vostro nome, cosa fareste? Io ho rifiutato! Tale A.C. dal Perù mi ha chiesto l’autorizzazione di organizzare un corso ufficiale DEFT nella sua nazione; alla mia richiesta di visionare il materiale per la didattica mi è stato risposto che attualmente non esisteva alcun materiale e che eventualmente le slide saranno prodotte in futuro. Praticamente mi ha chiesto di approvare qualsiasi cosa dica dandogli carta bianca ufficializzando il tutto con il bollino DEFT.
Sono io mal fidato o concorderete che non è questo il modo di lavorare? :-)
DEFT Linux 5.1
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credit: 713avenue
Tralasciando il massacro avvenuto ieri pomeriggio in casa mia per montare un armadio IKEA dove i montatori mi hanno rovinato il pavimento, graffiato una porta e si sono dimenticati di montarmi un pezzo dell’armadio….. Qualcosa di buono ieri è accaduto! E’ stata rilasciato l’ultimo aggiornamento della DEFT v5 che comprende l’upgrade di Sleuthkit, Autopsy, Xplico e DEFT Extra, più qualche miglioria all’Initrd mirata a velocizzare la procedura di boot. Come sempre ringrazio tutti i ragazzi, ad incominciare da Salvo Tarantino, Max “Yatta” Dal Cero, Alessandro *censored* Rossetti, Valerio Leomporra e Gianluca “Xplico” Costa che sono parte integrante ed attiva del progetto. A loro va come sempre il mio più sentito GRAZIE.
Da una settimana circa è stata rilasciata la tabella di marcia per lo sviluppo di Ubuntu 10.10 “Maverick Meerkat”. Nella prima settimana di giugno inizierà il nostro impegno per lo sviluppo della nuova release v6 che sarà rilasciata il 2 dicembre 2010, data che coinciderà con lo spegnimento delle candeline per il festeggiamento dei cinque anni del progetto DEFT Linux. Per l’occasione rilancio la “campagna acquisti” volta ad ampliare il nostro staff; nel dettaglio stiamo cercando uno sviluppatore python che abbia voglia di aiutarci nell’implementazione di nuovi applicativi multi piattaforma e un beta tester. Chi fosse interessato può contattarmi in privato.
Vi aggiorno anche sulla campagna “Un aiuto per Haiti”. Ad oggi sono stati raccolti 170 euro; so perfettamente che non è una grande cifra ma è pur sempre una goccia che compone l’oceano. Al raggiungimento dei 200 euro sarà eseguita una donazione all’associazione Center of Hope (Haiti), Inc. Il denaro raccolto è frutto delle rendite degli ADS Google del sito www.deftlinux.net.
IISFA Forum 2010
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Per me è diventato ormai l’appuntamento dell’anno, soprattutto perchè rivedrò amici e colleghi che, per ovvie ragioni di distaza, frequento poco durante l’anno. IISFA Forum quest’anno, a mio malgrado, cambia ubicazione per trasferirsi in quelli di Milano ma non cambia nella sua forma, ad eccezione della giornata dedicata ai fornitori che quest’anno non si farà. Qui potete trovare il programma completo delle due giornate di Computer Forensics.
Ci vediamo a Milano il 7 maggio :-)
Il business del phishing
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Il phishing è un business per tutti fuorchè per il correntista. E’ un business per il phisher, è un business per le banche stesse, è un business soprattutto per le aziende informatiche. Perchè dico questo? Perchè per estinguere il fenomeno basterebbe un forte investimento in tecnologia da parte delle banche nell’acquisto di soluzioni informatiche del tipo phishing zero. Scordatevi i token, sono ormai obsoleti! Di cosa sto parlando? Sto parlando di un notevole investimento in risorse, come quello fatto ad esempio da Poste Italiane, che permette di generale un codice dispositivo univoco per quella sola ed univoca transazione; in poche parole potreste effettuare bonifici anche da computer infetti da tutti i malware di questo mondo senza preoccuparvi di nulla perchè tanto la chiave che state per inserire è valida solo e solamente per la transazione dal conto corrente x al conco y nel giorno e nell’ora z. Dov’è il business delle banche in tutto questo? Beh, il solo non investire denaro comporta ad un notevole risparmio di capitale; la stra grande maggioranza delle banche non vuole spendere soldi in tecnologia e se costretta, vuole spendere il meno possibile. A conti fatti costa meno andare in dibattimento o risarcire il correntista, tanto al 90% è colpa dell’utente!
Chi ci guadagna sempre? L’azienda fornitrice di servizi informatici che direttamente o indirettamente hanno sempre il loro tornaconto, dal servizio di chiusura siti esca “one shot 500 euro”, alla vendita di dispositivi di strong authentication, al servizio di consulenza in tribunale in difesa della banca o del cliente. Chi ringrazia? Il singolo phisher e le aziende dell’est, fornitrici di siti Internet pre confezionati per l’ente bancario, che si permettono di fornire anche servizi call center in lingua italiana, d’altronde se parlano la nostra lingua vuol dire che il nostro paese è un investimento sicuro.