DEFT 6 a Roma
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Io e Salvatore Tarantino, abbiamo il piacere di invitarvi al primo seminario 2011 di IISFA, riservato ai soli soci (se non lo siete ancora, questa è una ottima occasione per iscrivervi), che si terrà, come di consueto, a Roma presso la sala conferenze della Cassa Nazionale Forense in via Ennio Quirino Visconti 8. Si parlerà della nuova versione di DEFT 6, delle novità implementative, dei suoi usi pratici con annesse dimostrazioni pratiche sia della parte Linux (DEFT Linux) che della parte Windows (DEFT Extra) e dell’utilità del toolkit in contesti di pre-analisi e individuazione delle evidence.
A seguire ci sarà un interessantissimo intervento di Denis Frati dal titolo: “Phishing: il monitoraggio sistematico in ausilio all’attività investigativa”.
Ci vediamo a Roma!
Phishing Fineco Bank
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Da anni affermo che è veramente strano che Fineco non sia soggetta alle ondate di phishing come per Poste Italiane, Unicredit & co…. ed oggi (ore 8:25) scopro che qualcuno mi ha virtualmente ascoltato: http://finecoonline.netsons.org/fineco/fineco.html
Il sito è fatto molto bene e non è stato ancora inserito nelle black list.
Pochi forse sanno che Fineco è uno dei pochi internet banking che ha delle policy di accounting deprecate e vecchie come il cucco! Non è previsto l’uso di token per le operazioni dispositive o log-in al portale, non esistono policy di cambio password a cadenza settimanale o mensile e, cosa peggiore, la password dispositiva, una volta definita, può rimanere quella per sempre perchè il cambio password è a discrezione dell’utente finale.
Spero che Fineco entro il 2012 spenda parte del suo budget IT almeno per l’implementazione di policy “moderne” come tutti gli istituti di credito europei… non sto chiedendo un token…. ma almeno un cambio password dispositiva a cadenza mensile si.
C’è un però: dal punto di vista dei servizi erogati, sia vita telefono che via web, Fineco è sicuramente uno dei migliori portali per il banking.
Occhi aperti!!!
Update: The Fool dns ha appena aggiornato le sue liste!
Titoli e sottotitoli
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10 volte su 10, quando sono in aula per un dipattimento, o il PM o il Giudice di turno mi chiamano ingegnere. 10 volte su 10 mi rivolgo con gentilezza verso di loro e spiego che non sono un ingegnere ma bensì un normalissimo “dottore” (come scritto nella mia lettera di presentazione). Ci tengo sempre a specificarlo e questo non perchè mi stiano antipatici gli ingegneri, ma perchè dichiarare un titolo che non si possiede, è reato (falso ideologico); questo vale anche per chi si spaccia professore o dottore quando non lo si è.
Nel 2006, quando iniziai a lavorare in università, la prima cosa che mi fu spiegata fu quella di non usare titoli che non mi appartenenevano, questo perchè quando si fa docenza e si è nuovi al cospetto di una classe, lo studente medio tende a chiamare professore l’oratore che sta facendo lezione; siamo ormai nel 2011 e continuo a leggere di persone (anche competenti e ben preparate) che non essendo ne laureate, ne iscritte all’albo degli ingegnieri, ne docenti universitari, continuano a farsi chiamare dottore, ingegnere o professore. Allo stesso tempo conosco altri “soggettoni” che se vengono apostrofati con un qualsiasi titolo di studio, si offendono e fanno presente che non sono laureati e che non ci hanno nemmeno provato :-)
Todo list per gennaio 2011
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Il tempo vola, ed è sempre poco! Come disse un mio caro amico: “ci vorrebbero le giornate da 30 ore”.
- Rilasciare DEFT 6 stable: entro i primi giorni di gennaio sarà fatto (per adesso solo in lingua italiana)
- Rilasciare documentazione ufficiale DEFT: idem come sopra, saranno rilasciate in contemporanea
- Macchina virtuale DEFT 6: portate pazienza, questa arriverà a fine gennaio
- Portare a termine le perizie 2010 non ancora terminate
- Ultimare il mio nuovo progetto
- Riuscire a visitare Parigi sotto la neve pur non avendo dopo sci e o stivaletti
- Arredare il bagno piccolo di casa
- Acquistare un lampadario per la sala (anche se mi sto affezionando ai porta lampade con cavo elettrico dondolante)
- Battere Gigi a PES 2011, 3 volte di fila
- Ricordarmi di mangiare e bere per sopravvivere…
Qualcuno se ne è accorto
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Riporto un interessante articolo del fatto quotidiano che parla dei debiti dello stato verso le aziende che fanno le intercettazioni. Debiti accumulati da almeno due anni e mai pagati. Non tutti sanno però che il problema non è solo focalizzato su chi fa intercettazioni ma su tutte le aziende e i liberi professionisti che lavorano per le procure. Il ritardo medio ad oggi è di circa due anni. Solo alcune procure (generalmente le più piccole) riescono a mantenere “delay” umani (6 – 8 mesi) per il pagamento di una CTU.
Per quanto mi riguarda tra pochi mesi toccherò il record personale di tre anni di attesa per il pagamento di una CTU. Enjoy :-)
Riporto il pensiero di una professoressa
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Ogni volta che apro la pagina facebook (non molte volte direi) mi chiede, il signor facebook, a cosa sto pensando, e siccome questa domanda mi imbarazza mi sembra di non pensare a niente, e sto zitta.
A cosa sto pensando, mi chiedi, signor facebook.
Penso che non debbo finire la scatola dei torroncini, se voglio continuare a stare nei miei panni.
Penso che domani ho cinque ore e non ho neanche lavato i capelli. Però ho fatto l’albero di Natale.
Penso ai miei cari, ai miei figli e nipoti.
Penso a Claudia, sempre, anche quando credo di non pensarla.
Ma stasera c’è di più, stasera: penso alla bellezza.
Perchè stasera l’ho toccata con l’anima: si chiama don Luigi Ciotti, Dario Fo, Daniele Silvestri, Piero Grasso, Benedetta Tobagi, Stefano Bollani. Si chiama ancor oggi, come sempre, Fabrizio de Andrè.
E si chiama Roberto Saviano.
Un ragazzo giovane, colto, meridionale; neanche bello da impazzire: non è un tronista, non fa la fiction, non fa i realiti nè i talent. Racconta, e scrive, e mi rimescola il sangue di quella sensazione che è metà lacrime e metà gioia di poterle provare, quelle lacrime.
Il racconto che Roberto ha fatto dei ragazzi morti all’Aquila, morti di terremoto e di incuria nel costruire, il racconto umano, umanissimo, di quelle vite che ha saputo sfiorare, toccare e animare, ha dato un nome e un volto a quelle che per molti sono immagini televisive, brutte e strazianti, ma immagini. le ha riempite della sua umanità e della sua cultura della sua capacità di parlare e di farci entrare dentro le cose, non più spettatori alla finestra, ma anche noi lì, con loro, con i loro genitori e amici.
Roberto mi ha riportata alla vita.
Ed è poco più che un ragazzo.
E mi fa venire in mente i ragazzi, le ragazze che ogni giorno incontro nel mio lavoro, tutti a me cari perchè sono preziosi, si, preziosi perchè sono il domani, la proiezione sul mondo dell’umanità.
Anche loro con le vite belle o faticose, difficili o tranquille ma mai banali.
Perchè nessuna vita è banale, ed una trasmissione creata sulla parola, sull’impegno civile, sul sorriso e sul sentimento ce lo ricorda, se ancora non siamo narcotizzati dal niente che ingurgitiamo sotto forma di spettacolo, dal niente che leggiamo, dal niente su cui NON discutiamo.
Stasera ho toccato la bellezza, e mi sono venuti in mente i miei ragazzi, quelli che per oltre trent’anni ho frequentato, quelli che vedrò domani e che sono contenta di vedere: perchè i ragazzi sono belli, e sanno ancora ascoltare, e sono capaci di “sentire”.
Saviano ci serve a far sì che non perdano questa qualità, la più umana tra tutte.
Perchè ce ne sono tanti così, anche se non arrivano in televisione e anche se, per fortuna, nessuno li minaccia di morte.
Perchè la bellezza ce l’abbiamo: basta riconoscerla.
E amarla anche un po’.
Verdiana Venerucci